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100 anni di DLF

MICHELANGELO BORRI

STORIA DEL DOPOLAVORO FERROVIARIO ITALIANO. 1925-2025

Società editrice Il Mulino, 2025
€27

Il Dopolavoro ferroviario nasce come istituzione nel 1925, sebbene erede di una tradizione associativa ben più antica e radicata tra i lavoratori della ferrovia.

Fulcro delle politiche assistenziali e ricreative del regime fascista, fu al tempo stesso luogo di aggregazione, svago ed evasione dall’opprimente clima della dittatura. Nel secondo dopoguerra, il DLF si trasformò in uno dei principali spazi di socialità e di crescita civile per i ferrovieri, consolidandosi come centro propulsore della vita culturale, sportiva e mutualistica della categoria.

Attraverso i capitoli del volume si ripercorre questa lunga vicenda, partendo dalle origini ottocentesche dell’associazionismo tra ferrovieri e dalla comparsa dei primi sindacati di categoria nell’Italia di inizio Novecento.

L’avvento del regime fascista segnò un peggioramento nelle condizioni di lavoro dei ferrovieri, ma anche la promozione di un’organizzazione volta a gestirne e controllarne il tempo libero. La nascita e lo sviluppo della rete dei Dopolavoro ferroviari aprirono nuovi spazi di divertimento, cultura e sport, moltiplicando le possibilità di svago fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale.

I bombardamenti e i combattimenti terrestri portarono alla distruzione di gran parte delle infrastrutture e degli impianti, ma la ripresa postbellica fu rapida e importante: i sodalizi si aprirono progressivamente al confronto e all’iniziativa politica, divenendo luoghi di dibattito e di aggregazione.

Le battaglie per la democratizzazione dell’istituzione si accompagnarono alle più ampie iniziative per il miglioramento delle condizioni di lavoro dei ferrovieri, facendo del Dopolavoro un fulcro delle mobilitazioni degli anni Sessanta e Settanta. In tale contesto, crebbe pure il ruolo del DLF nell’organizzazione del tempo libero dei ferrovieri, con il moltiplicarsi delle attività culturali e sportive, l’organizzazione di viaggi e scambi turistici. L’orizzonte delle iniziative si allargò al di fuori dei confini nazionali, tramite la collaborazione con altre associazioni dedite alla gestione del tempo libero dei ferrovieri.

La nascita dell’Associazione Nazionale Dopolavoro Ferroviario, sul finire del XX secolo, rispose infine alle nuove necessità della categoria e ai mutamenti intervenuti nella vita sociale e lavorativa degli italiani, traghettando le strutture e le tradizioni associative del sodalizio nel nuovo millennio.

Basato su fonti d’archivio, riviste specializzate e materiali iconografici originali, il libro restituisce una storia ancora poco indagata, ma fondamentale per comprendere il legame tra lavoro, tempo libero e identità collettiva nella storia sociale italiana.