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100 anni di DLF

IL TEMPO DEI FERROVIERI

Il 25 ottobre 2025, nella cornice storica del Teatro Italia di Roma, viene ufficialmente presentata la mostra “Il tempo dei ferrovieri”, un percorso immersivo che racconta – decennio dopo decennio – la storia del Dopolavoro Ferroviario e, attraverso di essa, la vita quotidiana, sociale e culturale dei ferrovieri italiani.

Un viaggio nella memoria, un libro per ogni decennio

La mostra è articolata in 11 strutture espositive.
Dieci di queste corrispondono ad altrettanti decenni di storia, mentre l’undicesima è dedicata a un luogo simbolo: la casa dei ferrovieri, ovvero il complesso architettonico del Dopolavoro Ferroviario di via Bari a Roma, con i suoi due teatri, gli uffici della sede centrale e il DLF Roma.

Ogni struttura è concepita come un piedistallo sormontato da un grande libro:
un oggetto simbolico che invita il visitatore ad “aprire” e “sfogliare” il tempo, ad entrare dentro le storie, le voci, le immagini di chi, nel corso di oltre un secolo, ha vissuto la ferrovia non solo come lavoro ma come comunità, solidarietà, crescita culturale e civile.

Le strutture sono realizzate in cartonato spesso, ecologico e certificato FSC: una scelta non soltanto estetica e funzionale, ma anche etica, che sottolinea l’attenzione del DLF a una progettazione contemporanea, sostenibile e rispettosa dell’ambiente. L’apparente leggerezza del materiale dialoga con il peso della memoria: un equilibrio tra solidità e fragilità, proprio come il tempo che si stratifica, si conserva e si trasmette.

Immergersi nella storia: documenti, immagini, voci

L’obiettivo della mostra è chiaro: far immergere lo spettatore nella storia.
Non si tratta semplicemente di “guardare” pannelli o fotografie, ma di entrare in un percorso narrativo continuo, dove ogni decennio restituisce un clima, un linguaggio, una quotidianità diversa.

All’interno dei grandi libri-scenografia trovano spazio:

  • fotografie storiche dei ferrovieri, delle loro famiglie, delle stazioni e dei treni;
  • documentazione ferroviaria: orari, mappe, documenti tecnici, circolari, materiali d’archivio che raccontano l’evoluzione del trasporto ferroviario;
  • testimonianze dopolavoristiche: locandine di spettacoli teatrali, programmi di cinema, attività sportive, gite sociali, corsi, iniziative culturali nate nell’alveo del Dopolavoro Ferroviario;
  • materiali che raccontano la centralità del DLF come luogo di aggregazione, formazione, tempo libero e promozione culturale.

Il visitatore è invitato a muoversi tra le strutture come tra le pagine di un grande volume corale. L’esperienza è insieme storica e sensoriale: ogni decennio parla con il proprio linguaggio visivo e documentario, offrendo scorci diversi di un’identità ferroviaria in continua trasformazione.

La casa dei ferrovieri: il DLF di via Bari

Una struttura è interamente dedicata alla “casa dei ferrovieri”, il complesso del Dopolavoro Ferroviario di via Bari a Roma.
Qui il tema non è soltanto il trascorrere del tempo, ma lo spazio: un luogo fisico che ha accolto generazioni di lavoratori e famiglie, diventando nel corso del Novecento e oltre un vero e proprio cuore pulsante di socialità.

L’architettura del complesso – con i due teatri, gli spazi per le attività culturali e ricreative, gli uffici della sede centrale e del DLF Roma – è raccontata attraverso fotografie d’epoca, documenti progettuali, testimonianze delle stagioni teatrali e delle iniziative che hanno animato queste sale. In questo modo, ciò che è illustrato non è solo un edificio, ma un ecosistema umano, dove si sono intrecciati lavoro, arte, impegno civile, formazione e tempo libero.

Una ricerca scientifica condivisa

Il progetto espositivo nasce da un lavoro di ricerca rigoroso e condiviso, che ha visto il confronto tra il mondo accademico, la competenza tecnica e l’esperienza diretta della realtà ferroviaria e dopolavoristica.

La ricerca è stata condotta in collaborazione con l’Università di Siena, in particolare con il prof. Stefano Maggi e il dott. Michelangelo Borri, studiosi dei trasporti, riportando alla luce il ruolo di primo piano svolto dalla ferrovia nello sviluppo economico e sociale dell’Italia contemporanea.

Accanto a loro hanno lavorato:

  • l’ing. Francesco Abate, già dirigente di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), che ha messo a disposizione la propria competenza tecnica e la conoscenza interna del mondo ferroviario;
  • Donatella Olivieri, responsabile dell’Ufficio Comunicazione del DLF, che ha curato l’inquadramento istituzionale e comunicativo della mostra, garantendo un dialogo chiaro ed efficace con il pubblico;
  • Antonella Rotellini, grafica, che ha tradotto la ricerca storica in un linguaggio visivo coerente e accessibile, plasmando l’identità estetica delle strutture, dei “libri” e dei materiali espositivi;
  • Simone Cuozzo, curatore della mostra, che ha coordinato il progetto “Il tempo dei ferrovieri”, costruendo il percorso narrativo, selezionando i materiali e orchestrando le diverse competenze in gioco.

Questa coralità di sguardi – storico, tecnico, comunicativo, grafico e curatoriale – si riflette nel risultato finale: una mostra capace di coniugare precisione scientifica e coinvolgimento emotivo, rigore documentario e leggera fruibilità.

Il tempo dei ferrovieri: identità, comunità, futuro

“Il tempo dei ferrovieri” è, in definitiva, un racconto di identità collettiva.
Attraverso i decenni, la figura del ferroviere si trasforma: cambiano le tecnologie, le modalità di lavoro, i contesti sociali e politici. Ciò che resta, però, è la centralità della persona e di una comunità che, grazie anche al Dopolavoro Ferroviario, ha saputo creare luoghi di incontro, di cultura, di sport, di solidarietà.

I grandi libri che compongono la mostra non custodiscono soltanto il passato: invitano a interrogare il presente e a immaginare il futuro della ferrovia e del DLF. Quale sarà il ruolo del tempo libero, della cultura, della memoria in un mondo ferroviario sempre più tecnologico e digitalizzato? Come continuare a costruire spazi di socialità condivisa, a partire dall’eredità di chi ci ha preceduti?

Nel Teatro Italia, che a sua volta è luogo di memoria e di spettacolo, la mostra intreccia queste domande con le storie di chi ha lavorato sui binari, nelle stazioni, negli uffici, nelle sale del Dopolavoro. È un invito a fermarsi, osservare, ricordare, per poi ripartire con una consapevolezza rinnovata.

Con “Il tempo dei ferrovieri”, il Dopolavoro Ferroviario non solo celebra la propria storia, ma la restituisce alla città e al Paese, come patrimonio condiviso e come traccia viva di ciò che significa, ieri come oggi, essere comunità lungo le linee della ferrovia.

 

La grafica Antonella Rotellini è anche autrice dell’immagine della nuova “Ruota alata”, simbolo storico e iconico delle Ferrovie dello Stato italiane, che ha rappresentato in passato la velocità, il progresso e il movimento nel settore ferroviario.

 

Antonella Rotellini ha anche combinato questo simbolo con il marchio DLF e il logo dei 100 anni DLF, realizzando così una FIRMA, ampiamente utilizzata nell’anno delle celebrazioni dal Dopolavoro Ferroviario, che  opera una perfetta sintesi della storia trascorsa.

 

 

SCARICA il catalogo della mostra “Il tempo dei ferrovieri”.

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