Il Dopolavoro ferroviario raggiunge nel 2025 un secolo di vita. Un traguardo che conferma il rilievo dell’Associazione, tra le più longeve nel settore del tempo libero in Italia, nonché una delle realtà più radicate nel territorio, ancora oggi presente in oltre novanta province e impegnata nello sviluppo di progetti di solidarietà e formazione, in iniziative sportive e ricreative, nella promozione della cultura e delle tradizioni. Una struttura nata nel seno delle Ferrovie dello Stato, che nel corso dei decenni ha portato e continua a portare avanti la cultura ferroviaria, aprendosi dai ferrovieri ai contesti territoriali locali.
Quella del Dopolavoro Ferroviario è una storia importante perché espressione di un patrimonio collettivo, di una realtà fatta di anime diverse, di presidenti e consiglieri, di collaboratori e soci, ferrovieri e non solo, uniti dalla passione per un bene comune.
Quella del Dopolavoro Ferroviario è la storia di un luogo di incontro e di civile convivenza, di inclusività e di crescita collettiva. Fin dalla propria nascita nel 1925, esso è stato un contenitore per esigenze ed esperienze disparate: nell’opprimente contesto della dittatura, ha rappresentato per decine di migliaia di ferrovieri un luogo di condivisione, di formazione professionale e di arricchimento culturale, un’opportunità di viaggio e di incontro con realtà diverse. Nell’Italia repubblicana, dal 1949 le sue sezioni sono divenute luoghi di pratica democratica, di lotte sindacali e di confronto civile, di ricchissima produzione culturale, letteraria e artistica. Una tradizione che prosegue ancora oggi, nelle sue oltre 170 sedi territoriali.
Quella del Dopolavoro Ferroviario, ancora, è la storia di una forma sana di impiego del tempo libero e di crescita individuale, nata dall’incontro tra passioni e impegno sociale, dal riconoscimento della ricchezza derivante dalla promozione di interessi vari, dallo sport all’arte, dal turismo alla musica, dalla cultura alla gastronomia. Nei suoi impianti sportivi si sono allenati generazioni di giovani, atlete e atleti professionisti, campionesse e campioni olimpici. Nei suoi teatri sono nate compagnie e gruppi musicali, si sono esibiti dilettanti, appassionati, artisti di fama nazionale e internazionale. Migliaia di famiglie hanno trascorso le proprie vacanze nelle sue strutture alberghiere, in montagna come al mare, con costi accessibili e in un clima di amicizia e condivisione.
Nel proprio centenario, il Dopolavoro Ferroviario continua a muoversi sui binari della solidarietà e della partecipazione, forte del consenso e dell’apporto dei suoi oltre 71.000 iscritti, erede consapevole di una storia e di un patrimonio da valorizzare nel presente e da trasportare nel futuro.